La Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD) costituisce un atto legislativo fondamentale dell'Unione Europea, volto a migliorare l'efficienza energetica del patrimonio edilizio in tutti gli Stati membri. Tuttavia, l'ultima revisione pone l'accento sulla qualità dell'aria interna e sulla ventilazione quali priorità strategiche, di pari passo con l'efficienza energetica. Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazione dovranno soddisfare standard di qualità dell'aria più rigorosi, che includono il monitoraggio della CO₂ e del particolato mediante sistemi di ventilazione intelligente controllati su richiesta (demand-controlled ventilation). Tale approccio garantisce edifici più salubri, intelligenti ed energeticamente efficienti in tutta Europa. Gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali o regionali entro maggio 2026.
Esaminiamo più nel dettaglio l'iter della EPBD:
2002–2018: Gettare le basi per l'efficienza energetica degli edifici
La EPBD è stata varata già nel 2002, sulla scia del Protocollo di Kyoto, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ attraverso il miglioramento dell'efficienza edilizia. La direttiva ha istituito un quadro comune per il calcolo della prestazione energetica, ha fissato standard minimi per gli edifici nuovi e ristrutturati, ha introdotto l'obbligo delle certificazioni energetiche e ha imposto ispezioni periodiche per caldaie e sistemi di condizionamento.
La EPBD è stata oggetto di una prima revisione nel 2010, con l'introduzione del concetto di "edificio a energia quasi zero" (NZEB), e di una successiva nel 2018 per incrementare il tasso di ristrutturazione e allinearsi agli obiettivi climatici europei per il 2050.
Settore edilizio dell'UE: c'è ancora molto lavoro da fare!
Nonostante gli ingenti sforzi e le misure normative, il patrimonio edilizio europeo rimane caratterizzato da un'elevata inefficienza energetica, in particolare per quanto
riguarda gli edifici più datati. I numeri parlano chiaro:

• L’85% degli edifici nell'UE è stato costruito prima del 2000
• Il 75% degli edifici nell'UE è energeticamente inefficiente
• Il 40% dell'energia nell'UE è consumata dagli edifici
• Il 33% delle emissioni di gas serra in Europa proviene dagli edifici
• L’80% dell'energia domestica è destinata a riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria
Dato ancora più preoccupante, il tasso annuo di ristrutturazione si attesta solo all'1% circa: ciò significa che, al ritmo attuale, occorrerebbero secoli per decarbonizzare
l'intero parco immobiliare. L'Europa è sulla strada giusta, ma non ha ancora raggiunto la velocità di crociera!
Revisione 2024: è tempo di una nuova accelerazione
Nel maggio 2024, l'UE ha adottato una sostanziale revisione della EPBD. La nuova direttiva punta a un patrimonio edilizio completamente a emissioni zero entro il 2050 e inasprisce gli obiettivi a breve termine. Gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali o regionali entro maggio 2026.
Le principali novità includono:
Edifici a emissioni zero
L'ambito di applicazione della direttiva è stato ampliato; l'attenzione si è spostata dagli edifici a energia quasi zero verso edifici a emissioni zero. A partire dal 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero e, entro il 2030, tale requisito si applicherà a tutte le nuove costruzioni. Ciò implica la combinazione di un'elevata efficienza energetica con l'integrazione di energie rinnovabili in loco. Gli edifici esistenti dovranno raggiungere progressivamente lo stato di emissioni zero entro il 2050.
Energie rinnovabili obbligatorie
L'installazione di pannelli solari diventerà obbligatoria per tutte le nuove costruzioni, gli edifici pubblici e le ristrutturazioni importanti, garantendo che la produzione di energia da fonti rinnovabili diventi uno standard predefinito piuttosto che un'opzione aggiuntiva. Molti edifici dovranno inoltre installare impianti fotovoltaici o sistemi solari termici per la produzione di elettricità o acqua calda sanitaria. Tale requisito sostiene gli obiettivi climatici europei riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, abbattendo le bollette energetiche e contribuendo ai target complessivi del continente in materia di energie rinnovabili.
Abbandono graduale del riscaldamento fossile
La revisione della EPBD contribuisce alla progressiva eliminazione delle caldaie a combustibili fossili nell'UE. Le caldaie a gas e a gasolio autonome perderanno i sussidi pubblici a partire dal 2025, promuovendo l'adozione di pompe di calore, teleriscaldamento e altre alternative a basse emissioni di carbonio. Considerando che la durata media dei sistemi di riscaldamento è di circa 20 anni, questa misura incoraggia i proprietari a passare a soluzioni sostenibili il prima possibile. La politica mira a incrementare l'efficienza energetica, ridurre le emissioni di gas serra e stimolare l'innovazione nelle tecnologie di riscaldamento a basse emissioni.
Ristrutturazioni più rigorose
I piani nazionali di ristrutturazione sono stati potenziati, specialmente per gli edifici con le prestazioni peggiori, garantendo che gli interventi di efficienza energetica avvengano in modo sistematico e misurabile. I "passaporti di ristrutturazione" guideranno gli interventi graduali, fornendo ai proprietari una tabella di marcia chiara che privilegi il risparmio energetico, la qualità dell'aria interna e la sostenibilità a lungo termine. Questo approccio aggiornato incoraggia inoltre una pianificazione integrata, combinando isolamento termico, ammodernamento dei sistemi di riscaldamento, miglioramento della ventilazione e installazione di impianti a energia rinnovabile per massimizzare l'impatto.
Qualità dell'aria interna e ventilazione: una nuova priorità
Per la prima volta, la versione riveduta della EPBD integra esplicitamente la Qualità Ambientale Interna (IEQ) – che comprende la qualità dell'aria interna (IAQ) e la ventilazione – come obiettivo paritetico all'efficienza energetica. La direttiva definisce la IEQ e impone agli Stati membri di stabilire standard nazionali per garantire un'aria interna salubre.
Le disposizioni principali includono:
Monitoraggio della IAQ
I nuovi edifici non residenziali a emissioni zero devono installare sensori e dispositivi di controllo della qualità dell'aria (ad esempio monitor per CO₂ e PM2.5); tale obbligo si estende agli edifici esistenti in caso di ristrutturazioni importanti. Una ventilazione efficace dovrà essere controllata su richiesta (demand-controlled): la concentrazione di CO₂ è ora considerata un indicatore efficiente per misurare l'efficacia della ventilazione.
Tassi di ventilazione
È necessario mantenere livelli minimi di ventilazione per evitare ricambi d'aria inadeguati. La progettazione degli edifici deve garantire un ricambio d'aria sufficiente (spesso tramite ventilazione con recupero di energia) senza causare sprechi energetici.
Sistemi di controllo degli edifici
La EPBD amplia i requisiti per i Sistemi di Automazione e Controllo degli Edifici (BACS). Entro la fine del 2029, anche gli impianti più piccoli (da 70 kW in su) dovranno essere dotati di BACS con monitoraggio della IAQ. Le nuove abitazioni dovranno utilizzare controlli termostatici intelligenti e bilanciamento idronico per ottimizzare i flussi d'aria.
Smart Readiness (Predisposizione all'intelligenza)
La nuova direttiva promuove l'uso di IoT e IA per la IEQ. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indicatore di predisposizione degli edifici all'intelligenza (SRI) e garantire che i sistemi di controllo possano monitorare temperatura, umidità, ventilazione e contaminanti. All'atto pratico, i facility manager si affideranno sempre più a sensori digitali e monitoraggio costante per soddisfare i requisiti EPBD. Ad esempio, il controllo dei livelli di CO₂ sarà fondamentale per la conformità della ventilazione, così come l'uso di materiali edili a basse emissioni e filtri avanzati per contenere i livelli di PM2.5 e COV (composti organici volatili).
La revisione della EPBD orienta decisamente l'Europa verso edifici più sani e intelligenti. Tuttavia, il tempo stringe: gli Stati membri devono recepire le norme entro maggio 2026 e avviarne l'attuazione, implementando sensori, piani di ristrutturazione и sistemi di ventilazione avanzati. Con misure che spaziano dai sensori IAQ obbligatori alla ventilazione controllata su richiesta, il settore edilizio europeo sta compiendo progressi costanti verso un futuro più ecologico, salubre e resiliente.
Le soluzioni intelligenti di Sentera a supporto della conformità alla EPBD
Per soddisfare i crescenti requisiti della direttiva EPBD, un monitoraggio e un controllo affidabili della qualità dell'aria interna e della ventilazione sono essenziali. Sentera offre un'ampia gamma di sensori, regolatori e soluzioni HVAC progettati per supportare la ventilazione controllata su richiesta e i sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS). L'offerta include sensori di temperatura, umidità relativa, anidride carbonica (CO₂), qualità dell'aria (COV), gas tossici (CO, GPL) e pressione differenziale, oltre a regolatori intelligenti e soluzioni di monitoraggio basate su IoT. Insieme, questi strumenti contribuiscono a garantire la conformità normativa, migliorando al contempo l'efficienza energetica e il comfort degli occupanti. Con l'inasprimento delle normative, l'integrazione di tali tecnologie sarà fondamentale per realizzare edifici più sani e pronti per le sfide del futuro.